|
|
INTERAZIONE TRA FARMACI
in ONCOLOGIA
[Autori: Silvio Garattini, Alessandro Nobili]

I farmaci antitumorali attualmente disponibili presentano nella maggior parte dei casi un indice terapeutico molto piccolo e, spesso, le dosi richieste per ottenere un effetto terapeutico comportano inevitabilmente anche effetti avversi su diversi organi e apparati. Questi effetti tossici possono essere potenziati o indotti dall’interazione con altri farmaci di uso comune (come alcuni antimicotici, antibiotici, antidepressivi e antipertensivi).
Sebbene gli antineoplastici vengano spesso associati con altri farmaci per potenziare gli effetti terapeutici, per controllare/ridurre i numerosi effetti tossici o per la necessità di trattare eventuali patologie associate o complicanze che si manifestano nel corso della malattia, le informazioni sull’incidenza e sulla rilevanza clinica delle interazioni degli antineoplastici con gli altri farmaci sono ancora relativamente scarse. Il riconoscimento delle interazioni, in ambito oncologico, risulta inoltre complicato dal fatto che in molti casi l’associazione di più chemioterapici impedisce di identificare l’agente o gli agenti responsabili dell’interazione. Inoltre, il medico, consapevole dei potenziali effetti tossici dei singoli farmaci ed essendo disposto, data la gravità della patologia di base, ad accettare un livello di rischio maggiore rispetto ad altre terapie, può essere indotto a sottovalutare il problema. [...]
In questo lavoro non abbiamo affrontato le cosiddette “interazioni positive”, ma ci siamo soffermati soprattutto nella parte sistematica a quelle i cui effetti comportano o l’insorgenza di un evento avverso o la riduzione/perdita di efficacia di un certo farmaco. Inoltre, coerentemente con la struttura seguita nel manuale “Interazioni tra farmaci: una valutazione della loro rilevanza clinica” (a cui si rimanda per un trattamento esaustivo delle problematiche relative alle interazioni tra farmaci), abbiamo utilizzato per la selezione dei principi attivi da trattare, la classificazione ATC (Classificazione Anatomica Terapeutica Chimica) del Nordic Council. Sono state trattate sistematicamente le principali interazioni “clinicamente rilevanti” dei principi attivi in commercio in Italia appartenenti al Gruppo Anatomico Principale “L” che comprende i “Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori”, a sua volta suddiviso in quattro “Gruppi terapeutici principali”: Antineoplastici (sostanze alchilanti, antimetaboliti, alcaloidi derivati da piante e altri prodotti naturali, altri antineoplastici); Terapia endocrina (ormoni e sostanze correlate, antagonisti ormonali e sostanze correlate); Immunostimolanti (citochine ed immunomodulatori); Sostanze ad azione immunosoppressiva (sostanze ad azione immunosoppressiva).
dall'introduzione degli Autori
Gli Autori
Il professor Silvio Garattini è direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano, da lui stesso fondato nel 1963.
Scienziato di fama internazionale e libero docente in Chemioterapia e Farmacologia, è stato membro, fra l'altro, della Commissione Unica del Farmaco (Cuf) del Ministero della Sanità, del Consiglio Sanitario Nazionale e del Comitato di Biologia e Medicina del Cnr.
Autore di varie centinaia di lavori scientifici, è stato fondatore del European Organization for Research on Treatment of Cancer.
Il dr. Alessandro Nobili è responsabile del Servizio Informazione sui Farmaci nell’Anziano, Laboratorio di Neuropsichiatria Geriatrica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
|
|